Ingegneria Edile ed Architettura - Concorso Internazionale Archizinc

Un edificio in legno e zinco: è la soluzione vincente di un gruppo di studenti del Dipartimento Icea che ha sbaragliato la concorrenza europea

Venerdì 2 Ottobre, Marco Campagnola, Marco Cecchetto e Luigi Forlin, guidati dal loro docente del corso di Architettura Tecnica II, Umberto Turrini,  hanno ricevuto, nella magnifica cornice della Tour Eiffel , il primo premio del concorso, organizzato da Vmzinc, dal titolo:  “Increasing urban density: The City on the City, building upwards”.

Il rilevante successo è stato raggiunto superando una nutrita selva di contendenti - 45 gruppi con  quasi 100 studenti da 18 Università europee -  realizzando un progetto integrato tipologico denso di soluzioni originali opportunamente declinate, sia nel contesto di recupero nel quale vengono poste (edifici del dopo guerra)  che nel rispetto delle esigenze di ridotto consumo energetico e di reversibilità proprie delle recenti costruzioni eseguite secondo i canoni della sostenibilità edilizia.

Il progetto prevede l’utilizzo di due unità edilizie, liberamente assemblabili dal progettista in funzione delle caratteristiche del sito di intervento per formare il layout finale; unità “aperte” verso l’esterno mediante vetrate di ampia dimensione, da utilizzarsi in contesti urbani ed ambientali rilevanti (viste non occluse, viste su aree verdi, ecc.) contrapposte ad unità “chiuse” verso l’esterno mediante una corte interna, da utilizzarsi in contesti non di particolare rilevanza (viste su nodi viari, viste su edifici limitrofi, ecc.).

L’interfaccia con l’edificio esistente viene realizzata garantendo la minor interferenza possibile, sia per quanto riguarda le strutture che per il distributivo e per le preesistenze impiantistiche, spesso significative in tali particolari contesti (sfiati, camini,ecc.).  Il nuovo corpo edilizio, infatti, si collega all’esistente mediante “pilotis” metallici, che consentono il mantenimento di tutte le sovrastrutture di copertura pregresse.

Le strutture portanti sono volutamente realizzate in materiali leggeri, quali i pannelli in legno Xlam, per lo studio dei quali ci si è avvalsi della collaborazione con  l’ingegner Stefano Sieni, consulente tecnico-commerciale di Rubner Holzbau. Detti pannelli sono stati opportunamente rivestiti mediante una struttura ventilata coibentata, realizzata in zinco.

L’apporto energetico è in parte fornito da pannelli fotovoltaici e il recupero delle acque meteoriche  è realizzato mediante serbatoi di accumulo collocati nelle aree distributive verticali già esistenti (vani scala e ascensore). Tale posizionamento è funzionale a contenere gli incrementi  delle masse sismiche, garantendo al contempo una dislocazione delle stesse il più possibile baricentrica.

Quale caso studio a verifica delle ipotesi progettuali proposte è stato scelto un edificio collocato nell’area densamente edificata di via Turazza, in zona Stanga a Padova. Su tale edificio è stato realizzato un progetto di sopraelevazione, utilizzando i criteri e linee guida precedentemente individuati, che ha dimostrato la correttezza delle ipotesi formulate.

In conclusione, il significativo riconoscimento ottenuto ha confermato l’elevata preparazione degli studenti del nostro Dipartimento,  sia dal punto di vista progettuale che globale, essendosi confrontati a livello internazionale su tematiche  multi-disciplinari di approccio non facile ed intuitivo.